Documentari

ItaliAvista (ItalyAtsight)

  • Regia Fabrizio Fantini
  • Montaggio Fabrizio Fantini, Chiara Roncagli
  • Musica Salvatore Sansone [Dire Gelt] - Fadouba Oularé - Coro Multietnico Mikrokosmos
  • Interpreti Michele D'Alena, Amir Issaa, Raymon Dassi, Michele Napolitano, Eva Mora'Vkova, Derakhshan Seyed Reza, Alessandra Del Drago, Nadouba Oularé, Rossana Digiorgio
  • Produzione LaDamaSognatrice Produzioni Audiovisive
  • Formato DVCam
  • Durata 50'
  • Anno 2008

Il documentario ItaliAvista [ItalyAtsight] è un contenitore di storie di integrazione e scambio culturale: 4 immigrati della città di Bologna (provenienti da Iran, Rep. Ceca, Ghinea e Camerun) raccontano il loro impatto con la cultura italiana ad un amico bolognese, relegando la videocamera al ruolo di terzo occhio, esterno alla conversazione. Da un situazione «locale» si arriva a toccare questioni universali, come i problemi di integrazione e comunicazione, le difficoltà di comprensione tra persone di provenienze diverse, e quindi di dialogo tra le culture. Il senso finale si svela nel momento in cui si comprende che entrare in una prospettiva interculturale non significa abbandonare i propri valori ma conoscerne altri: l’interculturalità è un atteggiamento di fondo, che prende atto della ricchezza insita nella varietà e che non si propone l’omogeneizzazione ma mira soltanto ad una piena interazione tra le diverse culture.


“In ItaliAvista è stato utilizzato l’escamotage di un colloquio tra conoscenti per raccontare in modo informale e diretto la storia e le opinioni sull’Italia e sugli Italiani di giovani immigrati della città di Bologna. Relegare la telecamera al ruolo di “terzo occhio esterno alla comunicazione” ha permesso di creare un’ atmosfera “familiare”, superando le prevedibili diffidenze, e arrivando a toccare la sensibilità personale di ciascuno. Il nostro più grande impegno è stato quindi quello di realizzare un prodotto che promuova una reale integrazione di questi nuovi cittadini, perchè essi possano aspirare, attraverso il lavoro, ad una concreta ascesa sociale in grado di contrastare tutti quegli atteggiamenti xenofobi e quei conflitti interculturali, oggi ancora predominanti, e perchè gli immigrati si sentano veri cittadini di questo paese, Italiani di Bologna”. (Fabrizio Fantini)