Qual è il ruolo di Predappio negli immaginari dell’Italia di oggi? Perché la città del duce è ancora oggetto di visite nostalgiche e di rituali altrove impensabili? Il film cerca di esplorare quella che fu la prima città di nuova fondazione fascista, voluta da Mussolini sin dal 1925. Oggi Predappio è un campionario di stili architettonici del ventennio, meta di un macabro turismo della memoria legato alla casa natale e alla tomba del duce, contornato da una oggettistica pseudo storica. Un luogo fortemente simbolico, che il film racconta in immersione diretta, sia durante i raduni dei “nuovi fascisti” che nella quotidianità di una cittadina di provincia.
“Alcune ferite ancora aperte della recente storia nazionale prendono vistosamente corpo recandosi a Predappio. Gli amministratori stessi sono in difficoltà nel gestire il peso di una memoria che sovrasta le loro forze e coinvolge “mitici” pellegrinaggi da tutta Italia. Una memoria irriducibile, scolpita con forza nel ventennio grazie alla grancassa del Luce di allora, a centinaia di servizi fotografici sulla “città del duce”, a migliaia di articoli e pubblicazioni sulla famiglia di Mussolini. Predappio in luce cerca di scavare nel passato prossimo confidando proprio nel sistema dei media, revisionando immagini e paesaggi sonori apparentemente “documentari”, sottraendo quei film al “naturale” flusso verbale di stentoree voci over.” (Marco Bertozzi)