Un racconto dei mutamenti sociali determinati dall’Aids, una malattia che, a 25 anni dai primi casi, ha scavalcato l’ambito medico per sconvolgere costumi, per creare sentimenti profondi, di sospetto ma anche di solidarietà, e che ha modificato irreversibilmente le relazioni. Diviso in decenni, dai “liberi” anni 70 alle generazioni “inconsapevoli” di oggi, il film è un impasto di pensieri e racconti di medici, attivisti, operatori, personaggi dello spettacolo: un’opera corale che mette in gioco anche le confessioni dirette dei due autori.
“Documentare. In questo caso il documento non è l’Aids. Non le cure. Non la malattia. Ma il pensiero e l’emozione sulla malattia, quello sì. Ed è la cosa che per me conta. Come contano le domande che l’Aids si porta dietro. Domande di vita. Domande spesso d’amore.”
Andrea Adriatico
“Perché un evento terribile come l’Aids può servire anche per acquisire consapevolezza. Ecco la convinzione da cui parte il mio lavoro: riconoscere nell’Aids un’occasione preziosa che non ci possiamo permettere di sprecare.”
Giulio Maria Corbelli
Andrea Adriatico è regista di diversi cortometraggi e dei film Il vento, di sera (Festival Internazionale del Cinema di Berlino, 2004) e All’amore assente (London International Film Festival, 2007), premio speciale della giuria ad Annecy Cinéma Italien. È anche regista teatrale per Teatri di Vita e giornalista. Giulio Maria Corbelli, giornalista, è stato per anni direttore di gay.it e collaboratore di Babilonia e Pride, e si occupa di temi legati alla ricerca scientifica e medica. È direttore responsabile di Anlaids Notizie, l’house organ della più importante associazione italiana non governativa di lotta all’Aids.