Da Gaza non si esce, a Gaza non si entra. È il 6 gennaio 2009, l’undicesimo giorno dell’attacco israeliano contro la Striscia di Gaza. Nessun testimone è ancora riuscito a entrare. Poi, inaspettatamente, si schiude un’impercettibile falla nel dispositivo impermeabile del confine e in pochissimi riescono a passare. Tra loro c’è un regista con una telecamera. Questo film mostra ciò che quella telecamera ha potuto filmare al di là del confine; è il semplice racconto per immagini della vita quotidiana a Gaza durante gli ultimi drammatici giorni dell’Operazione “Piombo Fuso”.
“Già quasi a Gaza per “filmare la guerra” ripensavo alle immagini che la televisione aveva mostrato sin dai primi momenti dell’attacco. Le inquadrature senza contesto che restituivano un orrore opaco, muto, incomprensibile. Di queste immagini private, del loro orizzonte di spazio e di tempo restava addosso un malessere ottuso: una sensazione di forzata estraneità nei confronti di una realtà che restava ambigua, remota, indecifrabile. Poi ho oltrepassato il confine. E quello spaesamento è scomparso. Proprio mentre passo dopo passo, uno sguardo alla volta, imparavo faticosamente ad orientarmi tra i luoghi, i tempi, i volti di un paese in guerra.”
Stefano Savona
Stefano Savona è nato a Palermo nel 1969. Ha studiato archeologia e antropologia a Roma e ha preso parte a diversi scavi archeologici in Sudan, Egitto, Turchia e Israele. Dal 1999 si dedica principalmente all’attività di regista e produttore indipendente di film documentari. Tra i suoi più importanti documentari Piombo fuso del 2009 e Il tuffo della rondine 2008.