Il documentario ha come protagoniste le famiglie che hanno accolto bambini e adulti in difficoltà. Nena e Paolo due figli naturali. Hanno accolto in affido due bambini che vivono con loro e sono parte della famiglia. Carlo e Morena tre figli, hanno accolto Marco quando aveva sedici anni. Franco e Stefania non hanno invece figli naturali. Gioele e Rita hanno accolto due fratelli, Simona di otto anni e Fabrizio di sei. L’affido è durato nove anni. Piero e Giusy hanno quattro figli. Hanno vissuto l’esperienza di due affidi a tempo determinato. Ma quell’amore è per sempre. Accogliere è bello e possibile.
«Raccontare l’affido attraverso l’esperienza dell’associazione Famiglie per l’Accoglienza non con un filmato celebrativo-istituzionale ma semplicemente quotidiano, con le gioie, i dolori e l’amore che riesce ad abbracciare tutto, anche i nodi irrisolti, senza stupidi happy end. Perché una famiglia normale apre il cuore e la porta a estranei segnati dal male e dal dolore? È davvero possibile? “La mia casa è la tua” racconta la straordinaria normalità del bene attraverso il linguaggio sporco e senza filtro del reportage che si lega al linguaggio poetico dell’animazione: non un’inchiesta sociologica o un’indagine psicologica, ma l’insolito mix di linguaggi di un documentario verticale che arriva al profondo di queste famiglie senza violarlo, per andare a vedere perché un uomo e una donna decidono di accogliere figli di altri in difficoltà come se fossero i loro: non per tenerseli, ma per amarli (e amarsi) solo per quello che sono… e perché no?» Emmanuel Exitu
Emmanuel Exitu è nato a Bologna. Dal suo primo romanzo, “La Stella dei Re” ha tratto la sceneggiatura per il film omonimo prodotto da Edwige Fenech. Il suo primo documentario “Greater – Sconfiggere l’Aids” ha vinto il primo premio nel Babelgum Contest a Cannes nel 2008, scelto dal grande regista Spike Lee.