«Nel film è Maurizio Galimberti a svelarsi e a raccontare il proprio lavoro, creando un rapporto diretto con lo spettatore, senza voce fuori campo. La visione delle fotografie a tutto schermo avviene con ritmi differenti in relazione alla narrazione e con movimenti di macchina all’interno dell’immagine, per indirizzare lo sguardo e l’attenzione dello spettatore sui diversi elementi, come suggeriti dal discorso del protagonista, ma anche secondo analogie di visione e accostamenti in sequenza che suggeriscono nuove interpretazioni.» Giampiero D’Angeli
Giampiero D’Angeli vive a Parigi e collabora dal 2007 con l’autrice Alice Maxia. Per la società di produzione bolognese Giart-Visioni d’arte ha diretto oltre 20 documentari dedicati ad artisti contemporanei. Tra questi, i film della serie FOTOGRAFIA ITALIANA: “Massimo Vitali” (2011), “Maurizio Galimberti” (2010), “Piergiorgio Branzi” (2009), “Gabriele Basilico” (2009), “Gianni Berengo Gardin” (2009), “Franco Fontana” (2009), “Mimmo Jodice” (2009), “Ferdinando Scianna” (2009), che hanno ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero.