Il lago d’Aral (siamo tra il Kazakhstan e l’Uzbekistan) è vittima di uno dei più gravi disastri ambientali provocati dall’uomo. L’evento è stato descritto da Al Gore nel suo libro Earth in the balance come il più grave nella storia dell’umanità. Da decenni l’acqua viene infatti prelevata senza scrupoli per irrigare i circostanti e vastissimi campi di cotone del quale i paesi centro-asiatici sono i maggiori produttori del mondo. Fino a sessant’anni fa era considerato uno dei quattro laghi più grandi del mondo. Oggi l’Aral è quasi scomparso.
Per realizzare Be water my friend Antonio Martino, da sempre impegnato in tematiche sociali e ambientali, è andato tra gli ex pescatori di Muynaq, la città affacciata su quelle che erano le sponde del lago.
“Ciò che è oggi non è quello che era ieri né quello che sarà domani”. In questa frase raccolta da Martino c’è la disperazione e rassegnazione degli ex pescatori di Muynaq.
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