Se oggi abbiamo cellulari, telecomandi, telepass e tecnologia satellitare un piccolo ma sentito ringraziamento lo dobbiamo sicuramente a Guglielmo Marconi, i cui esperimenti degli inizi del ‘900 portarono alle prime applicazioni commerciali su vasta scala della telegrafia senza fili.
Il sogno di Marconi, ovvero che l’umanità potesse comunicare senza ostacoli spazio-temporali, si è avverato. E la vicenda umana e professionale del genio bolognese è ripercorribile nel documentario Il pioniere dei wireless. Guglielmo Marconi 1874-1937, sostenuto da Regione Emilia-Romagna, Fondazione Marconi e Università di Bologna e diretto da Enza Negroni.
L’interprete del film, selezionato per Doc in Tour 2011, è l’attore bolognese Giorgio Comaschi che in un intreccio di drammaturgia teatrale, tecnica cinematografica e cronaca giornalistica, riconsegna alla memoria collettiva la vita e i veri luoghi di Marconi. Cinquanta minuti di documentario che uniscono tratti da commedia a un taglio più scientifico, perché le attrezzature utilizzate e gli esperimenti – grazie alla consulenza della Fondazione Marconi – sono identici agli originali.
La vicenda umana e scientifica di Marconi è girata in location reali dove il fisico e inventore lavorò a tutti gli effetti, a partire dalla Collina dei Celestini (vicino a Villa Griffone, dimora estiva della famiglia), scelta per gli esperimenti nella trasmissione di comunicazioni senza fili.
Collegamenti
La scheda e il trailer del film
Gli altri documentari di Doc in Tour 2011
>> La Fondazione Guglielmo Marconi
Profili
Nata a Bologna, è regista e sceneggiatrice del lungometraggio “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”. Ha diretto vari documentari fra cui, “Misterioso” con Stefano Benni ,“Le acque dell’anima” con Byorrn Larsson, “Istanbul, la città narrata” con Nedim Gursel, “Il museo della memoria delle Vittime della Strage di Ustica”, “Il museo Mambo”, “Adottando a Tuzla”, “Il ponte leggero”. Nel 2008 realizza un memofilm “ La mia Bologna in Mercedes” prodotto da Cineteca di Bologna. Nel 2009 realizza “Canova “ e “Caterina De Medici” per FMR. “La valigia di Agafia” scritto da Marta Franceschini.
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